Cesare Pavese - Terra Rossa Terra Nera

Cesare Pavese
La terra e la morte (1945 - 1946) 


Sempre vieni dal mare 
e ne hai la voce roca, 
sempre hai occhi segreti 
d'acqua viva tra i rovi, 
e fronte bassa, Come 
cielo basso di nubi. 
Ogni volta rivivi 
come una cosa antica 
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra. 

Ogni volta è uno strappo, 
ogni volta è la morte. 
Noi sempre combattemmo. 
Chi si risolve all'urto 
ha gustato la morte 
e la porta nel sangue. 
Come buoni nemici 
che non s'odiano più
noi abbiamo una stessa 
voce, una stessa pena 
e viviamo affrontati 
sotto povero cielo. 
Tra noi non insidie, 
non inutili cose - 
combatteremo sempre. 

Combatteremo ancora, 
combatteremo sempre, 
perché cerchiamo il sonno
della morte affiancati, 
e abbiamo voce roca 
fronte bassa e selvaggia
e un identico cielo. 
Fummo fatti per questo. 
Se tu od io cede all'urto, 
segue una notte lunga 
che non è pace o tregua 
e non è morte vera. 
Tu non sei più. Le braccia 
si dibattono invano. 

Fin che ci trema il cuore. 
Hanno detto un tuo nome. 
Ricomincia la morte. 
Cosa ignota e selvaggia 
sei rinata dal mare. 

19-20 novembre '45



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